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Artrite reumatoide: scoperta “chiave di volta” che fa scattare la malattia

E’ di un team di scienziati italiani la scoperta di una molecola che farebbe scattare l’artrite reumatoide. Si chiama microRNA155 e si può disinnescare con una sostanza specifica (un potenziale farmaco per la malattia).
I risultati di una ricerca coordinata da Gianfranco Ferraccioli (Università Cattolica e Policlinico Gemelli) in collaborazione con l’Università di Glasgow, sono stati pubblicati sulla rivista Nature Communications.

L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria progressiva
con una incidenza tra lo 0,5% e l’1 della popolazione,
soprattutto donne. Interessa soprattutto le articolazioni, ma
coinvolge tutti gli organi e apparati, riducendo l’aspettativa
di vita. La base della malattia è una reazione “autoimmunitaria”, durante la quale cellule di difesa attaccano
l’organismo e generano infiammazione distruttiva diretta contro
articolazioni e organi interni del paziente, nonché producono
anticorpi (i cosiddetti autoanticorpi) patologici che attaccano
a loro volta le articolazioni.

I ricercatori hanno cercato di comprendere come vengono
attivate le cellule immunitarie che producono gli autoanticorpi
e come sia possibile frenarle, evitando dunque la produzione di
autoanticorpi e i conseguenti processi infiammatori deleteri.

Studiando campioni biologici di oltre 60 pazienti, gli esperti
hanno scoperto che la “chiave di volta” della malattia è il
micro-RNA155 (miR155) che attiva le cellule di difesa facendole
divenire patogene.

Inoltre gli scienziati hanno scoperto che, se presente in eccesso, il microRNA aumenta l’infiammazione. Infine gli scienziati hanno visto che bloccando miR155 attraverso una
molecola specifica, fornita dai ricercatori di Glasgow, è
possibile spegnere l’infiammazione.

La scoperta di questa possibile via di controllo della
malattia, conclude Ferraccioli, apre nuove prospettive
terapeutiche e insegna che il controllo dell’infiammazione
causata dalle cellule produttrici di autoanticorpi nocivi è
realmente possibile senza dover uccidere queste cellule, quindi
senza farmaci aggressivi o chemioterapici.

  • marco pasi |

    buongiorno, sono affetto ad AR, ma non tollero il methotrexato e i biofarmaci mi provocano grandi dolori, in compenso non ottengo risultati, per cui vivo nel dolore costante; quando non ne posso più passo da 10 mg di deltacortene (oltre a due pasticche di brufen 800) a 15 mg di cortisone, dopo un paio di giorni quieto.
    L’alimentazione è senza glutine, zuccheri, carni, mais, patate, ecc.
    Vorrei sapere qual è o quale potrebbe essere il regime alimentare di cui parlano i ricercatori.
    Cordialità Marco

  • Silvia Sperandio |

    gentile signora, la ringrazio per questa sua richiesta. purtroppo la notizia che ho pubblicato sul blog riguarda “solo” una scoperta di laboratorio e non un nuovo farmaco… le auguro ogni bene per la sua bambina, nella speranza che i nuovi farmaci biologici possano aiutarla presto a stare meglio. Anche io ho un familiare con AR e dunque da molti anni ho a che fare con questa malattia… un saluto cordiale

  • Manuela |

    Salve sono Manuela ho bambina di 8 anni con artrite reumatoide infantile ho letto proprio ieri la notizia sul web mia figlia da quando aveva 18 mesi che fa reumaflex deltacortene è farmaco biologico sperimentale ma senza ottenere grandissimi risultati sono stanca di iniettare io stessa questi veleni a mia figlia ……vorrei sapere se c è la possibilità di una guarigione nella speranza di un farmacoda voi scoperto ….
    Ho è solo la classica falsa speranza x le persone che vivono ogni giorno questo problema ….grazie è scusate lo sfogo di una mamma ….

  • Silvia Sperandio |

    Gentile lettore, la notizia che ho pubblicato riguarda una scoperta di laboratorio e non un farmaco già disponibile sul mercato. Sicuramente cercherò di monitorare l’avanzamento della ricerca che mi pare interessante ai fini clinici. Credo però che uno dei centri di riferimento per artrite reumatoide presenti sul territorio possa sicuramente fornire le indicazioni per la terapia migliore. cordiali saluti

  • Silvia Sperandio |

    Buongiorno, grazie a lei per l’attenzione nei nostri confronti. Purtroppo la notiazia che ho pubblicato riguarda una scoperta fatta in laboratorio e dunque ancora non si tratta di una farmaco già disponibile sul mercato. Sicuramente cercherò di monitorare questa scoperta, che mi pare interessante ai fini clinici. Credo però che uno dei centri di riferimento per artrite reumatoide presenti sul territorio possa sicuramente fornire le indicazioni per intraprendere una terapia alternativa al Methotrexate. cordiali saluti

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